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Gli Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa. Un'idea in pratica. Articolo di Marzia Liuzza e Massimo Bustreo

Gli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa sono percorsi privilegiati che permettono di unire paesi geograficamente distanti ma legati da temi d’interesse comune. E lo fanno valorizzando sia i beni materiali sia quelli immateriali. Grazie all’operato di questo programma, l’Europa non è più solo un paese unito da forti interessi economici, quanto una grande nazione legata da un unico patrimonio comune.

Questi itinerari permettono di valorizzare le singole differenze culturali di ciascun paese, diversità che sono delle risorse che tendono più ad unire che a dividere. E che convergono nel grande incubatore qual è l’Europa. Uno degli obiettivi principali di questi itinerari è di favorire un turismo di qualità e sostenibile. Un turismo dove la comunità abbia un ruolo attivo nella gestione del territorio e il turista la responsabilità di proteggere l’ambiente che lo ospita e di porsi come garante nel voler preservare questi cammini anche per le generazioni future. Gli Itinerari Culturali Europei possono essere considerati come un viaggio nello spazio e nel tempo. Un luogo dinamico in cui i viaggiatori possono ripercorrere strade che un tempo erano le vie di comunicazione di re, mercanti e pellegrini. Inoltre, grazie agli Itinerari del Consiglio d’Europa il turista può e potrà riacquisire il significato più intimo e il ruolo originario del suo essere viaggiatore e cittadino. Ma non solo: gli itinerari, una volta superata la condizione attuale e usciti dalla pandemia Covid19, potranno favorire il recupero e lo sviluppo economico nei paesi coinvolti con la creazione di nuovi posti di lavoro e nuove professioni, nuove modalità di spostamento e di incontro, oltre che contribuire alla costituzione di una solida identità europea, quella che anche in questo periodo è così fortemente messa alla prova.

Parole chiave: sviluppo sostenibile, comunicazione, storia, risorse culturali, cambiamento

Gli Itinerari del Consiglio d’Europa si pongono come valido strumento per promuovere gli antichi valori e i saperi che attraversano la rete europea da migliaia di anni e che soprattutto nel prossimo futuro potrebbero essere una leva strategica per la ricostruzione del mondo turistico in Europa dopo lo sconvolgimenti della pandemia Covid19. Gli itinerari culturali contribuiscono a far conoscere l’Europa di oggi, unita non solo da forti interessi economici, ma anche da un unico patrimonio culturale, che nasce e si sviluppa da un retroterra culturale differente, in relazione alla diversità storica e geografica. Grazie al grande sistema comunitario europeo, tali peculiarità culturali, meglio definite come prodotti culturali, vengono valorizzate. Gli itinerari sono delle vie di comunicazione caratterizzate da valori tangibili e intangibili, che mettono in luce le differenze culturali tra i diversi paesi europei. Questi devono essere promossi come un’occasione di scambio di valori «è oggi più che mai necessario garantire una differenziazione locale degli stili di sviluppo possibili sul territorio, stili in grado di generare ricchezza e conoscenze durevoli, in quanto generate da culture specifiche e generanti di cultura. Una differenziazione locale che sappia valorizzare sì ogni singola differenza di cultura e luogo non tanto come l’insieme di isolate realtà locali bensì come risorse messe in rete».

Riprendendo tale riflessione, i singoli prodotti culturali sono risorse che connettono al posto di dividere. E che convergono nel gran incubatore qual è l’Europa. Gli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa rappresentano, infatti, reti comunicative che uniscono paesi geograficamente distanti, ma legati da temi d’interesse storico, artistico e significativi per la storia europea. Essi mettono in relazione passato, presente e futuro, e permettono ai consumaturisti di oggi di entrare in contatto con eventi passati e ripercorrere vie di comunicazione che precedentemente erano appannaggio di pellegrini, re, mercanti e viandanti. Tali itinerari possono essere considerati come un viaggio esperienziale nel tempo e un’occasione per scoprire nuove visioni del mondo. Di conseguenza queste esperienze modificano come ci relazioniamo e vediamo il mondo e ci rendono consapevoli nel volere preservare questi antichi tracciati anche per le generazioni future. Il viaggiatore diviene qui protagonista e garante del rispetto del territorio e del paesaggio. Quest’ultimo è intenso come insieme di tutte le sue componenti antropiche, che lo rendono unico e differente e che il nuovo turista s’impegna a mantenere e proteggere.

I progetti: opportunità di sviluppo 

Il programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa nasce nel 1987 con la Dichiarazione di Santiago de Compostela. L’obiettivo degli Itinerari Europei è creare una coesione sociale europea. Sono un invito a viaggiare su percorsi che hanno contribuito all’Europa contemporanea: «il loro scopo è quello di creare una rete di persone e luoghi legati tra loro grazie a una storia e a un patrimonio comuni. Gli itinerari culturali mettono in pratica i valori del Consiglio d’Europa: diritti umani, diversità culturale, dialogo e scambi interculturali» . Inoltre, sono reti che tutelano il patrimonio naturale e culturale Europeo e si pongono come un impulso per migliorare la qualità di vita e lo sviluppo sociale ed economico. Favoriscono un turismo di qualità collegato a uno sviluppo sostenibile. Una prospettiva imprescindibile per favorire il cambiamento dei comportamenti turistici in atto. L’organo preposto per assegnare la certificazione di Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa è l’Accordo Parziale Allargato (APA). Ottenere questo riconoscimento garantisce un livello di eccellenza e le reti certificate sviluppano e promuovono progetti innovativi nei seguenti campi d’azione: «cooperazione nella ricerca e nello sviluppo; valorizzazione della memoria, della storia e del patrimonio europeo; scambi culturali ed educativi per i giovani europei; pratiche artistiche e culturali contemporanee; turismo culturale e sviluppo sostenibile» . La certificazione non è l'esito di un processo semplice e scontato, a causa degli alti standard da rispettare. Per questo è stato istituito l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali (EICR), un’agenzia tecnica del Consiglio d’Europa che lavora a stretto contatto con gli itinerari culturali candidati e fornisce assistenza tecnica e analizza le nuove proposte in vista della valutazione finale da parte del board dell’APA.

A fronte di tale attenzione, nel progettare un itinerario culturale bisogna tener conto di cinque elementi:  definizione di un tema che dev’essere necessariamente rilevante per la storia e in linea con i valori europei, e che faciliti la comprensione di come sia cambiata l’Europa nel tempo, nei confini e nell'immaginario dei viaggiatori;identificazione degli elementi dell’eredità, identificando gli elementi tangibili e intangibili connessi nei paesi coinvolti nel percorso, attraverso i coinvolgimento di istituzioni, comunità e privati; creazione di un network riconosciuto e formalizzato: uno dei requisiti fondamentali richiesti è la costituzione di un’associazione che sia riconosciuta formalmente dal punto di vista giuridico e che coinvolga almeno tre paesi membri: stakeholders, il comitato scientifico e i promotori del progetto; svolgimento di azioni di coordinamento: più precisamente tali iniziative riguardano: - la cooperazione nella ricerca e nello sviluppo: il progetto deve favorire la cooperazione in ambito scientifico e culturale. È essenziale che per ciascun itinerario sia composto un board scientifico, sostenuto dalla creazione di una rete di università ed enti di ricerca. - le strategie per rafforzare la memoria, la storia e l’identità europea: il tema scelto deve proporre una reinterpretazione della storia comune europea, valorizzando sia le diversità sia i punti in comuni che i paesi membri hanno. - gli scambi e le pratiche didattiche, culturali, artistiche: a tal proposito la normativa del Consiglio d’Europa specifica come questi itinerari debbano essere laboratori per lo sviluppo dell’arte, della creatività e della cultura e come essi possano favorire scambi o gemellaggi didattici, convegni ed eventi che possano essere un’occasione di riflessione sul passato e sull’eredità dell’UE. - il turismo culturale e sostenibile: lo sviluppo turistico creatosi grazie all’itinerario deve riguardare in termini economici anche la comunità locale e tutti gli stakeholders. Inoltre deve essere garantito il dialogo a livello regionale, locale ed europeo. Infine il Consiglio d’Europa specifica come gli itinerari siano inscindibili dal turismo; la creazione di una visibilità comune: bisogna provvedere alla creazione del logo dell’associazione che affianchi quello degli Itinerari del Consiglio d’Europa e una strategia di disseminazione delle attività organizzate in merito alla proposta avanzata.

I paesaggi: reti di connessione

Uno degli elementi più importanti da tenere in considerazione nella progettazione di un itinerario di questa portata, è il paesaggio: rete di connessione tra i vari paesi composto da risorse, identità culturali e valori materiali e immateriali, che necessitano di una gestione opportuna atta a valorizzarli e tutelarli. Il paesaggio, infatti, assume senso valoriale ed emozionale. Proprio per questo ha bisogno di essere preservato anche per le generazioni future. L’importanza della tutela del paesaggio trova riscontro nella Convenzione Europea del Paesaggio (CEP), firmata il 20 ottobre 2000 a Firenze. La CEP si propone come un progetto che non considera più il paesaggio da un punto di vista estetico, bensì come un prodotto culturale al quale gli individui attribuiscono valori sociali, storici ed economici, diventando quindi ciò che oggi percepiamo. All’articolo 30 della Convenzione Europea del Paesaggio viene espresso come i paesaggi siano delle reti valoriali che permettono di mettere in relazioni diversi paesi, e come essi contribuiscano a comporre l’identità europea: «La diversità e la qualità dei valori culturali e naturali legati ai paesaggi europei costituiscono un patrimonio comune degli Stati europei, elemento che li obbliga a definire insieme i mezzi atti a garantire in modo concertato la tutela di tali valori. Soltanto una convenzione internazionale a livello del Consiglio d’ Europa può contribuire a conseguire tale obiettivo, al fine di fornire un riferimento giuridico alle altre iniziative internazionali che operano allo stesso campo» .

Gli itinerari sono un’occasione per riscoprire anche le proprie origini; agevolano la cooperazione sia nazionale che internazionale; creano un rapporto a diversi livelli tra comunità, istituzioni e professionisti anche a livello comunitario; agevolano e favoriscono una maggior comunicazione e collaborazione all’interno della grande rete europea. Tali percorsi sono un modello di comunicazione transnazionale, che può essere il fondamento di un turismo sostenibile, etico, sociale e intergenerazionale. Nello specifico, all'interno dello sviluppo degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa si sta sempre di più affermando come il paesaggio sia una risorsa esclusiva sia per la comunità locale sia per i viaggiatori che lo scoprono e lo attraversano: «percorrere queste vie offre la possibilità di relazionarsi, per tutta la durata del proprio viaggio, con il paesaggio attraversato, che si presenta come un libro, su cui la natura prima, l’uomo poi, hanno lasciato visibili le loro tracce e continuano ad imprimervene incessantemente» . 

Il significato più intimo del viaggio: l’Io turista

Gli Itinerari Culturali d’Europa favoriscono un turismo di qualità, nel rispetto del territorio e della comunità e sono veicolo di risorse culturali oltre che economiche. A causa di un turismo incontrollato, distruttivo e di massa il termine turista è stato abusato e sradicato del suo significato più intrinseco, perdendo di senso e di valore. Il turista infatti, causa anche la globalizzazione, è stato omologato e reso privo dei suoi contenuti originari. Grazie al programma degli Itinerari della rete europea, il turista ha potuto e può così riacquisire il suo ruolo primario: colui che viaggia perché spinto dal desidero di conoscere e imparare, di esplorare, di entrare in contatto con il territorio, la sua storia e chi lo abita e lo preserva. Ecco qui come emerge l’Io turista, colui che «percorre lo spazio, ma attraversa il territorio. Vede il panorama, ma pensa al paesaggio; registra la località ma sente il luogo; s’impegna di natura, ma vive l’ambiente».

Nonostante il turista sia cambiato e si sia evoluto negli anni, nel viaggio ricerca sempre di soddisfare tre desideri ricorrenti e connessi tra loro: viaggiare, imparare, comunicare. Durante il viaggio è propenso al dialogo, alla conoscenza di culture diverse e a formarsi in quanto vuole tornare arricchito e cambiato. Nel programma degli Itinerari Culturali questi tre impulsi atavici riescono a trovare corrispondenza: come già argomentato prima, viaggiare lungo questi tracciati oltre che essere un viaggio nel tempo e nello spazio permette di attraversare quella dimensione dello scambio di prodotti culturali che consentono al turista consapevole di imparare e conoscere nuove versioni del mondo e al tempo stesso di generare una comunicazione persuasiva ed efficace che contribuisca a rendere l’Europa una rete coesa.

Gli Itinerari europei: reti di sviluppo sociale ed economico

Attualmente gli itinerari culturali certificati dal Consiglio d’Europa sono 38. Esplorano diversi temi, tra cui: musica, arte, letteratura, storia, religione e tutto ciò che nel tempo ha contribuito a comporre l’identità dell’Europa che conosciamo. All’interno di questa rete sono coinvolti diversi soggetti a livello nazionale e internazionale, quali organizzazioni turistiche, operatori di mercato, istituzioni finanziarie, educative e governative che cooperano a più livelli, favorendo al contempo l’incontro e la conoscenza tra cittadini. All'interno di questi vengono favoriti il dialogo e la ricerca di soluzioni turistiche e professionali innovative, inclusive e comuni, che sappiano generare una prospettiva di evoluzione economia, sociale e culturale del territorio e dei suoi protagonisti.

I diversi organi europei, in un’ottica di collaborazione comunitaria, propongono diversi progetti per incentivare la comunicazione e lo sviluppo tra le diverse rotte. Uno tra questi è attualmente in corso: Routes4U. Programma attuato attraverso gli Itinerari Culturali europei e della durata di tre anni (2017-2020), il progetto è teso a promuovere lo sviluppo regionale, tramite gli itinerari culturali, nelle regioni Adriatico-Ionica, Alpina, Mar Baltico e Danubio. Aree queste che includono 27 paesi e oltre 340 milioni di abitanti. L’importanza del coinvolgimento dei cittadini, come parte integrante del progetto viene evidenziato nella descrizione di Routes4U sul sito del Consiglio d’Europa «La partecipazione locale, attraverso le reti degli Itinerari culturali, attira nuove attività, incoraggia il turismo sostenibile, e garantisce al tempo stesso che l'uso economico non minacci il patrimonio stesso. Il progetto intende offrire strumenti molto concreti per promuovere lo sviluppo regionale attraverso le politiche di patrimonio culturale». Questo lavoro sinergico tra l’Europa e i singoli itinerari che permette di lavorare a più livelli coinvolgendo diversi attori diventa così un grande strumento di sviluppo sociale ed economico. È capace di generare nuovi posti di lavoro, professionisti del settore e favorire un dialogo europeo teso alla responsabilità e alla presa di coscienza sia da parte dei privati sia delle istituzione di dover lavorare insieme a comporre il patrimonio europeo, tutto sotto il marchio degli Itinerari del Consiglio d’Europa. 

Ricerche sul campo: Il Grande Viaggio di Pietro Querini

Il lavoro di ricerca declinato dall'autrice del presente articolo per la dissertazione di tesi di laurea Il Grande Viaggio di Pietro Querini: una ricerca tra storia e cultura presso l’Università IULM è stata la recente occasione per approfondire e rinforzare alcuni elementi chiave della creazione di un itinerario culturale che ripercorre il viaggio compiuto da Pietro Querini nel 1400. Tale corpus d'indagine s’inserisce in un più ampio progetto promosso e coordinato dal Consiglio Regionale del Veneto, la Via Querinissima, di cui uno dei presenti autori è membro del Comitato Scientifico. La Via Querinissima nasce con l’obiettivo di collegare l’Europa da Nord a Sud seguendo il tracciato percorso da Pietro Querini. Il nobile veneziano nel 1431 partì da Candia in direzione delle Fiandre. Quando a causa di violenti temporali lui e il suo equipaggio furono spinti oltre il Circolo Polare Artico, egli e i pochi sopravvissuti furono salvati dalla piccola comunità di Røst, nelle Isole Lofoten. Costoro li ospitarono per oltre quattro mesi. E questo permise loro di far ritorno a casa finalmente nel 1432, arrivando a Venezia con una storia da raccontare e un mercato, non solo economico, da aprire. Le relazioni che Pietro Querini tesse sia in Norvegia - relazioni profonde che legano a tutt’oggi Norvegia e Italia - sia nei paesi che attraversò per arrivare a Venezia - dove trovò da parte dei popoli stranieri ospitalità e aiuto - rispecchiano quel senso di Europa coesa alla quale oggi cerchiamo ancora di lavorare. Un senso di Europa ante litteram. Anzi forse la prima vera e propria esperienza europea in senso comunitario.

La Via Querinissima è stata fortemente voluta dal Consiglio Regionale del Veneto che si è impegnato ad adempiere a tutti i requisiti richiesti dall’Europa. Tra questi, quello più importante: la costituzione di un’associazione di cui la Regione Veneto è socio fondatore e di cui gli altri soci sono: Regione del Nordland County Council (Norvegia); Regione del Göteland (Svezia); Municipalità di Cadice (Spagna); Autorità Sistema Portuale Adriatico Settentrionale Venezia e Chioggia; Confraternita del Bacalà alla Vicentina; Pro Loco Sandrigo (Italia), CERS (Italia). 

La ricerca è nata così come completamento di alcuni importanti approfondimenti nati all’interno del progetto europeo della Via Querinissima e si è proposta quale valido supporto per integrare dati, esperienze e la costruzione e il rinforzo di una rete relazionale fondamentale per ottemperare alla causa della certificazione della Via Querinissima come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.

Il progetto di costruzione dell’itinerario è quindi partito dalla normativa imposta dall’Unione Europea per ottenere la certificazione del Consiglio d’Europa. Successivamente è stato strutturato il percorso di andata e di ritorno intrapreso da Querini. Per costruire quest’ultimo si voleva che l’itinerario incrociasse gli itinerari già certificati. Sono stati così analizzati gli itinerari europei e mediante un’analisi incrociata sono stati individuati quattro itinerari culturali che ripercorrono il viaggio del nobile veneziano. Questo permette di offrire così l’opportunità al turista di poter vivere una doppia esperienza durante il tragitto. Dopo aver costruito strutturalmente l’itinerario si è proceduti allo sviluppo dei contenuti. Sono stati evidenziati tre valori sui quali si basa l’itinerario e per ciascuno di essi è stata valorizzata la sfera tangibile e intangibile. Inoltre, per poter offrire un prodotto mirato è stata anche analizzata la componente psicosociale dei turisti: quali sono i bisogni e gli impulsi che spingono i viaggiatori a intraprendere questi itinerari, a preferire una dimensione culturale e artistica, a condividere storie e immaginari. Le necessità e le emozioni che influenzano il turista prima, durante e dopo il viaggio sono state utilizzate come leve per poter offrire un prodotto mirato e in linea con le esigenze riscontrate. Infine, si è voluto sottolineare, con proposte concrete, come la collaborazione a più livelli tra le diverse istituzioni, la rete universitaria, i privati e le comunità locali siano basilari per lo sviluppo sostenibile del percorso nonché per mantenere un'approccio evolutivo dei consumi turistici e culturali. La ricerca ha offerto così delle occasioni preziose per costituire e rinforzare un network di relazione tra l’Italia e la Norvegia con interlocutori di primo piano. In tal senso i risultati della stessa sono stati presentati il 13 giugno 2020 al Consolato Onorario Generale di Norvegia di Milano. L'augurio per il più ampio e articolato progetto della Via Querinissima ci auguriamo che questo sia una delle prime tappe da percorrere con successo per la realizzazione del nuovo Itinerario nelle forme che meglio potranno essere esplorate e percorse nel più prossimo futuro.


  • Marzia Liuzza, Massimo Bustreo


Bibliografia:

Berti, E. (2012), Itinerari del Consiglio d’Europa. Firenze: Firenze University Press, p. 35.

Bustreo, M. (2014), Gli itinerari culturali europei. Turismo e Psicologia, vol. 7, nr. 2, pp. pp. 125- 135.

Turco, A. (2014), Filiere etiche del turismo. Milano: Unicopli, p. 12.


Sitografia

 www.coe.int/it/web/cultural-routes/about.

www.convenzioneeuropeapaesaggio.beniculturali.it/.

www.coe.int/it/web/cultural-routes/eu-jp-2017-20

www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=4029537








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