Il consumo del cibo legato all'esperienza turistica: il caso di Iter Vitis

“Mangiare” è storia di gesti, riti legati al consumo dei cibi,

con carattere sociale, culturale, simbolico, in cui la natura si incontra con la cultura.

Levi Strauss

 


 Iter Vitis – Les Chemins de la vigne è un Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa e nasce con l’obiettivo di promuovere e tutelare il patrimonio materiale e immateriale legato alla vite e al vino. Il programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa è stato istituito nel 1987. Sono percorsi privilegiati che permettono di unire paesi geograficamente distanti ma legati da temi d’interesse comune. Questi itinerari permettono di valorizzare le singole differenze culturali di ciascun paese, diversità che sono delle risorse che tendono più ad unire che a dividere. E che convergono nel grande incubatore qual è l’Europa (Liuzza e Bustreo, 2020).


Questo programma permette quindi al turista di rivivere e scoprire il passato dell’Europa. Grazie ad iniziative come questa, nasce quello che Marx definisce come restaurazione ovvero rievocare un evento passato che però al tempo stesso nega la sua storia, in quanto non si potrà riprodurre esattamente quel tipo di evento ma esso subisce trasformazioni, dettate anche dalla società contemporanea, nella quale viviamo e dove anche il turismo è diventato una forma di consumo. Infatti, è vero che questi itinerari ci permettono di riscoprire il variegato patrimonio europeo e ripercorrere tracciati che un tempo erano le strade di Re, pellegrini e mercanti, ma l’esperienza in tal senso, non sarà esattamente come l’originaria, sarà una replica, che per quanto realistica, comunque subisce modifiche e influenze dalla società odierna.


La Federazione Europea Iter Vitis ha ottenuto tale prestigiosa certificazione nel 2009 e s’impegna nel promuovere una nuova prospettiva di viaggio, attraverso la riscoperta del rapporto con le vigne, migliorando il turismo enologico e valorizzando i diversi paesi europei dove si snoda l’itinerario, tra cui Armenia, Azerbajan, Francia, Croazia, Georgia, Israele e Montenegro. Per definire un itinerario di tale portata si è reso necessario studiare che cosa sia il turismo e quali siano le sue declinazioni. Questo fenomeno nasce dal bisogno di conoscere il nuovo e di sperimentarlo, un momento di arricchimento personale nato dall’incontro di culture diverse. Ramo del turismo è quello enogastronomico, che specialmente negli ultimi anni ha avuto una forte crescita, proprio perché i prodotti locali, così come il patrimonio vitivinicolo, rappresentano un contatto con la nostra storia e le nostre radici. 

Anche il turismo, nella società contemporanea, è diventato una forma di consumo, tipico delle pratiche e dei processi sociali, che si pone a metà tra il tempo del lavoro e il tempo libero. Inoltre, esso può essere anche definito come un modo per abitare la Terra, posto nelle radici più profonde di un habitus che si è costruito nel tempo e nella storia. L’habitus turistico si può definire come sistema di disposizioni durature e trasmissibili, strutture strutturate predisposte a funzionare come strutture strutturanti, cioè in quanto principi organizzatori e generatori di pratiche e rappresentazioni (Turco, 2014). 

Come detto poc’anzi il turismo ormai è stato risucchiato nelle logiche del consumo, dove, grazie anche al turismo di massa, ha visto sostituirsi ai prodotti culturali i prodotti turisticizzanti, avvilendo quello stimolo antropologico di incontro con l’Altro e di vivere esperienze autentiche, andando al tempo stesso a destrutturare l’habitus turistico dal quale si unisce. Per cercare di arginare questo problema, soprattutto negli ultimi anni, diverse sono le iniziative da parte sia delle istituzioni sia dei privati, per promuovere pratiche più sostenibili e autentiche.


Per cercare di arginare questo problema, soprattutto negli ultimi anni, diverse sono le iniziative da parte sia delle istituzioni sia dei privati, per promuovere pratiche più sostenibili e autentiche. La Federazione Europea Iter Vitis, associazione non profit, si occupa nel concreto del patrimonio tangibile e intangibile del vino e della viticoltura e di gestire l’itinerario Iter Vitis – Les Chemins de la Vigne. 

Obiettivi che si propone la federazione e che di seguito verranno analizzati sono: promuovere in modo concreto la valorizzazione del paesaggio rurale europeo, considerato come patrimonio immateriale e ad alto valore aggiunto; evidenziare come la produzione del vino sia stato uno status symbol per identificare l’Europa nel resto del mondo; definire le diverse tipologie di paesaggio vinicolo dove la viticoltura ha avuto un ruolo importante, e definire buone pratiche per la conservazione e promozione delle tecniche tradizionali; la tutela della biodiversità vitivinicola, proponendo il modello di vita nelle aree rurali come modelli per il futuro; coinvolgere gli studenti attraverso incontri educativi e scambi culturali; migliorare la relazione e la coordinazione con le istituzioni e le “strade del vino”; sviluppare attività di ricerca e studio;  evidenziare l’importanza di proteggere i vigneti e i paesaggi, più in generale, dalla globalizzazione, in linea anche con le disposizioni UNESCO.

Il paesaggio & la riscoperta del cibo

A cuore di Iter Vitis ci sono i legami atavici con la vite e il vino, non intesi dal punto di vista commerciale quanto più come un legame profondo con il territorio e l’uomo. La riscoperta del cibo tradizionale è un valido modo anche per rivalutare una convivialità che si è andata perdendo nel tempo e che ci ricorda società legate da una forte identità comune (Somoza, 2004).

Occorre specificare che il turista enogastronomico non si avvicina al cibo in quanto necessità ma quanto perché il legame con il cibo costituisce l’esperienza turistica e dove il cibo ha assunto quasi un ruolo sacrale, sociale e di espressione culturale e del piacere.

Ad oggi itinerari come questo rappresentano un valido strumento per evadere da quello stato di alienazione, caratterizzante la nostra società, causato dal capitalismo. A tal proposito prima di continuare questa esplorazione lungo i vigneti di Iter Vitis, è bene cercare di comprendere come il consumo del cibo possa essere legato all’esperienza turistica e come essa venga influenzata. I turisti ricercano oramai delle esperienze il più autentiche possibili avendo un contatto diretto con la natura, chiamato anche nature based consumption.

Dalla profilazione del turista culturale, ovvero colui che viaggia per scoprire nuove culture e dove la cultura è la principale motivazione del viaggio, il turista che decide di intraprendere i cammini della vigna adotta un tipo di sguardo romantico.


Il territorio e i prodotti locali sono i veri protagonisti del turismo enogastronomico e di Iter Vitis. Esso è inteso come patrimonio intangibile che unisce valori, storia e cultura. Anche analizzando gli obiettivi posti da Iter Vitis si vede una particolare attenzione agli aspetti di valore, sia della componente culturale, sia del contesto sociale nel quale è inserito, che sono alla base poi della cultura enogastronomica. Di fatti si è cercato di porre l’itinerario, ma più specificamente la cultura del vino e della vite, nel contesto della vita umana e delle sue componenti, per sensibilizzare i turisti sul contesto dal quale provengono i prodotti che assaggiano durante i tour nelle cantine. 

Si vuole valorizzare il lavoro che c’è dietro la produzione del vino e le tradizioni ad esso legate, quindi, non far percepire il prodotto o l’esperienza turistica come un’attività a sé stante. In tal senso vediamo come il promuovere questo tipo di turismo responsabile contrasti anche il problema attuale del feticismo delle merci, dove c’è una totale alienazione e distaccamento tra le merci e la produzione, quasi come se le merci si fossero auto-prodotte. Al contrario le attività proposte da Iter Vitis hanno una forte relazione con la componente umana del territorio che viene proprio inteso come insieme di elementi antropici.

Durante i tour proposti dalla federazione, nelle cantine locali si affiancano i vini a prodotti gastronomici, offrendo al turista la possibilità di scoprire le identità del luogo, conoscere il contesto produttivo e il legame profondo tra: la società e l’ambiente da una parte, e dall’altra le tradizioni e i prodotti.

In quest’ottica vediamo come sia importate costruire un network che coinvolga le istituzioni, i privati e le comunità, perché per il turista enogastronomico è importante consumare quel determinato cibo in quel determinato contesto; è proprio l’ambiente stesso a dare un surplus valoriale al prodotto, specialmente oggi che i cibi tipici di una determinata regione possono essere consumati ovunque.

Il vino e la vite come opportunità di sviluppo turistico e territoriale: un focus sui progetti italiani

Iter Vitis ha la sua sede operativa a Sambuca di Sicilia. Diversi sono i percorsi proposti delle vie del vino tra cui la Via Cassia e la Via Appia, numerosi invece i paesaggi vitivinicoli: I grandi vigneti, I vigneti eroici, Le Cinque Terre, infine tra i progetti più importanti realizzati troviamo la Domus Iter Vitis e la Taberna Iter Vitis.

Per quanto concerne la Domus Iter Vitis, per comprendere l’accezione e l’importanza di questo progetto, bisogna sottolineare l’etimologia della parola domus che deriva dal latino e che indicava la casa in cui si abita come un luogo accogliente e familiare. Infatti, la domus Iter Vitis è stata concepita come un’opportunità per promuovere una nuova forma di turismo, più inclusivo e che pone l’attenzione sull’accezione di accoglienza, di socialità e rafforza con la sua istituzione anche un senso di identità comune, che, come abbiamo già visto, ci aiuta ad uscire da questo senso di alienazione caratterizzante la società odierna, infine promuove anche i valori stessi della federazione. Iter Vitis, infatti, permette il recupero di identificare i prodotti con l’identificazione della città, stimolando i luoghi della memoria.

La Domus è adibita a centro culturale, di informazione e degustazione per i turisti, promuovendo i prodotti tipici e di qualità del territorio, coordina con le scuole diversi progetti per avvicinare gli studenti al tema e funge anche come foresteria per ospitare i pellegrini del vino.

La Taberna Iter Vitis invece nasce con lo scopo di promuovere la gastronomia e vini locali. È un luogo dove si possono degustare i vini targati Iter Vitis. Per ottenere questa certificazione le aziende vinicole devono rispettare determinati standard. Entrambi i progetti sono nati per valorizzare il paesaggio vitivinicolo e i suoi prodotti; il paesaggio, infatti viene inteso come luogo in cui si sono sviluppate buone pratiche, tradizioni ed attività legate alla vigna. 

Si evince come i paesaggi della vite debbano ad oggi, essere tutelati e debbano essere al centro delle politiche per lo sviluppo sostenibile dei territori.


La globalizzazione, infatti, in tal senso ha comportato l’omologazione di servizi ed esperienze. Essa, ha inglobato nelle proprie dinamiche anche il settore turistico, favorendo lo sviluppo del turismo di massaSe pensassimo che la società dei consumi abbia favorito il feticismo delle merci e delle esperienze, e se applicassimo questo concetto nel settore turistico, allora comprenderemmo quanto sia pericoloso il turismo di massa per la sopravvivenza dei territori. La massificazione turistica favorisce comportamenti poco corretti e sostenibili da parte dei turisti, nei confronti dei territori e delle comunità e per tale ragione sono nate nuove forme di turismo.

Nel nostro caso specifico, questo tipo di turismo insostenibile ha comportato il bisogno di tutelare la biodiversità vitivinicola, sostenendo come modelli per il futuro le aree rurali. Iter Vitis difatti ha elaborato un Piano Regolatore con lo scopo di tutelare il paesaggio vitivinicolo, inoltre sottolinea le possibilità di sviluppo per le terre del vino e un loro eventuale inserimento tra i patrimoni UNESCO. Progetti come la Taberna o la Domus servono per dare una spinta concreta ai territori: cercando da una parte cerca di coinvolgere le aziende operanti in tale settore e garantendo al tempo stesso il rispetto di standard qualitativi, mentre dall’altra di avvicinare il turista e far vivere il consumo del cibo in un’ottica diversa.


La federazione per cercare di sostenere buone pratiche ha anche istituito il Premio Iter Vitis, che fa parte del contest European Cultural Tourism Award, aperto alle destinazioni turistiche europee. Il tema dello scorso anno era lo sviluppo e promozione del turismo basato sul patrimonio culturale, ed era declinato in cinque ambiti: patrimonio industriale, patrimonio marittimo e costiero, innovazione e digitalizzazione del turismo culturale sostenibile, prodotti turistici transnazionali e turismo del vino.


Quali previsioni per la rinascita del turismo post pandemia?


Con il Covid molti progetti sia a livello di Iter Vitis Europa che di Iter Vitis Italia si sono fermati. La Dott.ssa Emanuela Panke, Presidente di Iter Vitis, in un’intervista concessami, mi ha spiegato come in realtà ci sia stato un maggiore incremento di interesse da parte di enti sia pubblici sia privati nel voler aderire ed entrare a far parte del network; inoltre, si è lavorato anche per implementare il livello di qualità dei servizi offerti e migliorare i pacchetti turistici.

In questa incertezza sul futuro e in questo momento così delicato, Iter Vitis così come altri cammini, rappresentano una speranza per la ripresa del turismo lento e di prossimità.

Sicuramente il Covid ha cambiato il nostro modo di vivere e di relazionarci, ma non ha fermato la voglia di viaggiare e di scoprire nuovi luoghi. Probabilmente ciò che è cambiato è il modo di rapportarci con gli altri e di poter pianificare il nostro futuro, attualmente incerto.


In conclusione, Iter Vitis – Les Chemins de la Vigne valorizza i territori vitivinicoli come chiavi di lettura per comprendere la nostra storia e le nostre radici mettendo al centro l’antico legame tra il vino, l’uomo e la terra. Un progetto ambizioso che unisce diversi paesi europei, accumunati dal legame profondo con la vite, come un fil rouge che attraversa l’Europa.


  • Marzia Liuzza


Foto: ciaotoscana, tripadvisor, itervitis




 









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